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17 ottobre 2017

Quando è possibile accendere (anche in Sardegna) gli impianti di riscaldamento?

L’accensione programmata degli impianti di riscaldamento porta con se alcuni importanti obblighi tra cui quello di far controllare il proprio sistema di riscaldamento SOLO da manutentori certificati

Da domenica 15 ottobre è già possibile accendere i termosifoni, e anche quest’anno è necessario fare chiarezza sull’attività di controllo che ogni cittadino deve fare al proprio impianto di riscaldamento domestico.

Gli Installatori CGIA di Mestre precisano che la cosiddetta prova dei fumi della caldaia va fatta ogni volta in cui si fa la manutenzione. Ovvero, per la stragrande maggioranza dei casi, ogni anno. Si ricorda, inoltre, che la manutenzione dell’impianto termico è un obbligo di legge e le scadenze sono previste dalla normativa nazionale, secondo le istruzioni tecniche per l’uso e la manutenzione rese disponibili dall’impresa installatrice o, in mancanza di esse, secondo le prescrizioni indicate dai fabbricanti degli specifici componenti dell’impianto.

“Troppo spesso, invece, si confonde la manutenzione della caldaia con il controllo di efficienza energetica – dichiara Francesco Costantini Presidente degli Installatori della CGIA – ma le ultime disposizioni di legge parlano chiaro: l’unica cosa che è cambiata è la tempistica di trasmissione degli esiti dei controlli di efficienza energetica: questi vanno tramessi con periodicità di 1, 2, 4 anni a seconda che l’impianto sia superiore o inferiore ai 100 kilowatt”.

Nulla a che vedere quindi con la manutenzione obbligatoria che attesta il funzionamento e la sicurezza della caldaia che, ripetiamo ancora una volta, è prevista dalla legge nazionale ed è sanzionabile in caso di inadempienza. Se quest’ultima non viene eseguita, infatti, il proprietario dell’impianto rischia una multa fino a 3.000 mila euro.

“I cittadini hanno l’obbligo di vivere nella propria abitazione in piena sicurezza – conclude Costantini – purtroppo, però, circolano ancora molte notizie incomplete, tendenziose e fuorvianti, quando non del tutto errate. Ogni anno, infatti, sono molti i casi che apprendiamo dai giornali di avvelenamenti e decessi a causa del cattivo funzionamento delle caldaie o delle canne fumarie. Nella stragrande maggioranza dei casi queste tragedie possono essere evitate con una corretta e regolare manutenzione dell’impianto di riscaldamento”

La Cgia, infine, esorta a rivolgersi solo a manutentori o installatori in possesso dei necessari requisiti di legge (lettere c, d ed e del decreto 37/08, ex 46/90), ovvero le uniche figure professionali che sono abilitate ad operare su impianti di riscaldamento e di climatizzazione, su impianti idrosanitari e che possano realizzare, fare la manutenzione e controllare tali impianti.

Le diverse condizioni climatiche rilevate dal Nord al Sud del Paese, hanno reso necessaria la suddivisione del territorio in sei diverse zone climatiche. Ogni zona è indicata con una lettera dell’alfabeto (dalla A alla F) e include al suo interno più regioni italiane, accomunate da condizioni climatiche più o meno simili.

  • Zona climatica A: comuni che presentano un numero di gradi-giorno non superiore a 600, comprende il Sud e isole, con i comuni di Lampedusa e Linosa (AG); Porto Empedocle (AG). L’accensione è prevista dal primo dicembre per 6 ore al giorno

  • Zona climatica B: comuni che presentano un numero di gradi-giorno maggiore di 600 e non superiore a 900 include il Sud e le Isole, con i comuni di Agrigento; Catania; Crotone; Messina; Palermo; Reggio Calabria; Siracusa; Trapani. L’accensione è prevista per il primo dicembre, per un massimo di 8 ore al giorno

  • Zona climatica C: comuni che presentano un numero di gradi-giorno maggiore di 900 e non superiore a 1.400 con le Regioni del Nord-Ovest, che includono i comuni di Imperia, Centro: Latina, Sud e isole: Bari; Benevento; Brindisi; Cagliari; Caserta; Catanzaro; Cosenza; Lecce; Napoli; Oristano; Ragusa; Salerno; Sassari; Taranto. L’accensione è prevista per il 15 novembre per un massimo di 10 ore al giorno

  • Zona climatica D: comuni che presentano un numero di gradi-giorno maggiore di 1.400 e non superiore a 2.100 l’accensione è stabilita per il primo novembre, per un massimo di 10 ore al giorno. I comuni inclusi sono: Nord-Ovest: Genova; La Spezia; Savona; Nord-Est: Forlì, Centro: Ancona; Ascoli Piceno; Firenze; Grosseto; Livorno; Lucca; Macerata; Massa C.; Pesaro; Pisa; Pistoia; Prato; Roma; Siena; Terni; Viterbo, Sud e isole: Avellino; Caltanissetta; Chieti; Foggia; Isernia; Matera; Nuoro; Pescara; Teramo; Vibo Valentia

  • Zona climatica E: comuni che presentano un numero di gradi-giorno maggiore di 2.100 e non superiore a 3.000, il Nord Italia. In questa zona l’accensione è prevista per il 15 ottobre, per un massimo di 14 ore al giorno. Ne fanno parte: Alessandria; Aosta; Asti; Bergamo; Biella; Brescia; Como; Cremona; Lecco; Lodi; Milano; Novara; Padova; Pavia; Sondrio; Torino; Varese; Verbania; Vercelli, Nord-Est: Bologna; Bolzano; Ferrara; Gorizia; Modena; Parma; Piacenza; Pordenone; Ravenna; Reggio Emilia; Rimini; Rovigo; Treviso; Trieste; Udine; Venezia; Verona; Vicenza, Centro: Arezzo; Perugia; Frosinone; Rieti, Sud: Campobasso; Enna; L’Aquila; Potenza

  • Zona climatica F: comuni che presentano un numero di gradi-giorno maggiore di 3.000. I comuni ricadenti in questa zona climatica NON hanno nessun limite sia per quanto riguarda i giorni di accensione riscaldamenti si per quanto riguarda il numero delle ore in cui è possibile tenere in funzione i riscaldamenti.

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